#fridayforfuture: quando il cambiamento parte dalle persone.

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#fridayforfuture: quando il cambiamento parte dalle persone.

Lo sciopero mondiale per il futuro si è svolto il 15 marzo in più di 2.050 città in oltre 120 Paesi, in ogni continente.

Centinaia di migliaia di ragazzi in tutto il mondo hanno marciato per chiedere ai potenti del pianeta di agire tempestivamente per contrastare i cambiamenti climatici. Secondo i dati riportati in un tweet da Mike Hudema, attivista per il clima di Greenpeace Canada, l’Italia è stata la nazione che ha fatto registrare il maggior numero di partecipanti allo sciopero, addirittura un milione. Seguono, a grande distanza, la Germania, con circa 300mila manifestanti e la Francia, con 168mila. Quello di Catania è stato un corteo che ha unito tutti tra cori, balli e trenini per il futuro del pianeta. La sensazione di sentirsi parte di un movimento globale ha aumentato gli applausi, le urla e l’energia.

La maggior parte dei manifestanti non ha l’età per votare ma ha deciso
di far sentire la sua voce a favore di un miglior utilizzo delle risorse del pianeta. L’esempio da seguire è quello di Greta Thunberg, la ragazza che, con la sua lotta solitaria, ha dato vita al movimento Fridays for future.

Probabilmente abbiamo assistito ad un momento storico in cui la presa di coscienza della questione ambientale inizia dalle nuove generazione, alle quali non possiamo lasciare un pianeta morto.

“Lavoro e penso in maniera un po’ diversa”, ha riconosciuto la 16enne attivista svedese parlando della sua Sindrome di Asperger, “mentre era facile per chiunque altro dimenticare quella terribile immagine di un orso polare che muore di fame, mostrataci in classe, io non sarei più in grado di guardarmi allo specchio, se lasciassi perdere”. E noi? Riusciamo ancora a guardarci allo specchio?

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